mercoledì 22 luglio 2015

L’amore ai tempi dei social network



" Che si disperino pure i romantici nostalgici e irriducibili, 
ma a quanto pare tira più un aggiornamento di stato ammiccante su Facebook che una poesia scritta con penna e calamaio. "
Wired
 
"Un amore via web e’ diverso da uno vissuto"

L’amore al tempo dei social network è quella cosa per cui un affare che dovrebbe riguardare una persona o due al massimo, cioè te che ti sei innamorato e la persona di cui ti sei innamorato, diventa un affare di tutti, che non hanno niente a che fare con il tuo amore oppure sì, ma in modo secondario, perché sono i tuoi amici, amanti o ex oppure quelli della persona di cui sei innamorato.
In genere, questa mescolanza di persone che sanno i fatti tuoi produce grandi casini.


L’amore al tempo dei social network è anche superficialità e fretta di raggiungere obiettivi…

Aspettare settimane costa fatica immane…Aspettare mesi o anni…Vi sentite male all’idea? Io no.

Conosci una ragazza/un ragazzo. Parlate, vi sentite connessi, vi baciate. Poi? Subito sullo smartphone (io sono ancora ferma a chiamarlo telefonino perché il mio faceva solo telefonate e inviava messaggi) a cambiare lo status di facebook “impegnato”.
Una settimana dopo il tuo ragazzo/la tua ragazza  sparisce per giorni o si fa vedere in compagnia di amici un po’ “affettuosi”? Ci scappa la litigata e lo status “relazione complicata”.


Vuoi litigarci a distanza di sicurezza? Litiga sui social! Il pericolo è che spesso le persone sono protette dall’anonimato (oppure semplicemente non sai chi è); puoi litigare col ragazzino che fa boxe dall’altro quartiere, puoi litigare con una emo che non aspetta altro che qualcuno le dia una spinta per farla finita,  puoi mandare a quel paese un estremista islamico che –guarda a caso- è anche un famoso hacker …
Oppure battibeccare col fidanzato o con l’ex, tanto dietro a un pc non può farti niente, non può vedere le tue lacrime o sentire la tua voce tremolante, preludio a una crisi…Ti senti in qualche modo tutelato/a da un eventuale rischio emotivo dell’incontro (insomma, dal vivo non avresti le palle, ma dietro un pc sì).


Senza contare le millemila foto postate dove siete felici ovunque, in qualunque istante e mentre fate qualsiasi cosa. E vi taggate. E magari taggate anche gli amici, i rispettivi ex in modo che vedano quanto siete felici…O in modo che la gente veda quanto siete ridicoli?


Non parliamo delle gelosie varie: vedi il tuo uomo/la tua donna abbracciata a un'altra/o nella foto di una festa, di un apericena, vai subito a controllare vita morte e miracoli della persona in questione…Poi magari metti anche “mi piace” e ti fai mille paranoie, mille film su cosa si potrebbero essersi detti, su cosa prova lui/lei verso quella ….persona (anche se noi, nei fumi della gelosia, la chiameremmo con epiteti poco carini).


Poi, per qualche motivo stupido, tra cui quella foto incriminata, gli/le togli subito l’amicizia, ma ogni due minuti vai a vedere se ha postato qualcosa di pubblico oppure vai a vedere le bacheche dei suoi amici più stretti.

E poi… settimane dopo, strisciando, torni a richiedere l’amicizia perché sei in crisi d’astinenza.


L’amore al tempo dei social network è quella cosa per cui pubblichi status enigmatici o canzoni molto tristi sperando che capisca che stai parlando proprio di lei e poi torni con te. Ma questo non succede (quasi) mai.


Che dire di tutta la marea di informazioni di cui il 98% inutili?

Hai sotto mano tutto quello che c’è da sapere della sua vita tranne le cose che ti interessano veramente: la sua ultima manicure, i link sull’amicizia, le millemila foto del cane o del gatto…O di quelle con le smorfie da film horror di lei con le amiche… Le foto dei suoi manicaretti (commestibili o meno che siano)...Quando –per esempio- vorresti sapere cosa ha provato quando è passata in quel bar dove andavate spesso insieme, se ha ancora quel regalino che le hai donato e se pensa ancora a te…


Per gli uomini ci trovi tutto di più sul calcio, sulle macchine, sulle goliardate tra amici ecc…Quando preferiresti leggere che so,  che pensa ancora a te, che gli manchi…Ma sai benissimo che gli uomini (almeno quelli duri e puri) certe cose non le spiattellano volentieri sui social…


Bhe a volte penso che l’uso delle lettere non fosse così malvagio… Una bella calligrafia in corsivo piena di grazie, il pennino, l’inchiostro, la ceralacca…

Sì, ormai ci sono i font di tutti i tipi, ma volete mettere la scrittura a mano?


I social possono anche favorire i contatti con più persone, trovarsi e avviare una nuova conoscenza che può tradursi in amicizia di lunga data, flirt o addirittura in un matrimonio.

I mezzi di comunicazione sono nati principalmente per accorciare le distanze, ma paradossalmente ora non fa altro che aumentarle: mi sono accorta di amici che a una pizzata, invece di parlare tra di loro, sono chini sui loro telef…bhe chiamiamolo smartphone, ormai.

Ma…social vuol dire anche tradimenti e violazione della privacy.

Se una volta volevi lasciarti con l’ex, cambiavi aria per un po’ e non rischiavi di vederlo/a ovunque.

Ora non più. 
Anzi, peggio: l’ex vendicativo può stalkerarti, avendo i mezzi e diffondendo online le foto osé. A parte questo, c’è anche la difficoltà di cancellare i ricordi: anche se cancelli, in qualche modo nella rete lo trovi sempre (a meno che sia un eremita).


Il guaio è che i ragazzi oggi, si raccontano, parlano, innamorano mediante internet e ad incontro avvenuto, vivono sulla loro pelle la sgradevole sensazione di smarrimento, come se non sapessero più comunicare senza telefono, facebook  o pc.
Le  emozioni ed i sentimenti , durante l’incontro reale con l’altro\a, rimangono intrappolate da un’incapacità emozionale e verbale, con una difficoltà estrema di espressione mediante  altre modalità, come quelle verbali e gestuali.


Un amore pensato, voluto, coltivato via web, e’ diverso da uno vissuto, nutrito di sensi, umori e malumori.
Il web può rappresentare il precursore di un incontro, così come può fungere alla sua manutenzione, ma non può affatto essere sostitutivo di un amore reale.

Italiasalute
Valeriarandone
tempimoderni


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venerdì 17 luglio 2015

Bacche di Acai


Altro grande amico vegetale per la nostra salute sono i frutti di Acai sono colore blu originari della foresta pluviale sudamericana brasiliana.


Sono imparentate con i mirtilli, con cui condividono un elevato contenuto di antiossidanti. considerati utili per proteggere il cuore e l'apparato cardiocircolatorio. Contribuiscono ad abbassare i livelli di colesterolo nel sangue e contengono steroli vegetali, preziosi per salvaguardare vasi sanguigni.
Le sostanze benefiche presenti nelle bacche di acai migliorano la circolazione e rendono più elastiche le pareti delle arterie. Come lozione sono utili per la cura dei capelli.
La polpa è sottile ed aromatica, e il frutto contiene due semi molto grossi.
In Europa l'acai è stato introdotto da poco tempo, ed è disponibile in polvere, come integratore, o anche come polpa congelata o succo.
Si tratta di un frutto dal sapore caratteristico, molto aromatico e dolce, anche se l'aspetto della polpa frullata non è dei più invitanti, infatti questa bacca una volta frullata assume un colore marrone violaceo, che ricorda vagamente un passato di fagioli neri. 


In Brasile si mangiano crude oppure vengono usate come contorno, cotte in acqua zuccherata.


by StregAle


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Chaga


Visto che il forum non è più un posto solo per piangere (andate pure a leggere), ma si sta tornando a parlare di tutto prendendo spunto da una conversazione di pochi giorni fa vi parlo di un rimedio naturale efficace per tante cose:

Il CHAGA



 
Cos'è? è un grosso e brutto fungo che assomiglia a una vecchia spugna secca, è usato da secoli nella medicina popolare dei popoli slavi come elisir di lunga vita e la scienza ha dimostrato che fa davvero bene. Ricerche moderne hanno dimostrato che i benefici del Chaga sono evidenziati nelle sue sostanze di valore biologicamente attive, alcune di queste non sono contenute in nessun’altra pianta.

Tra i suoi componenti vi sono:

– composti fenolici

– melanina

– triterpenoidi

– acido betulinico (una importante quantità)

– beta-glucani (un potentissimo polisaccaride)

– ergosterolo (vitamina D)

– oligoelementi

– tutte le vitamine del gruppo B

Combinati insieme, creano un fitocomplesso dagli effetti immunomodulatori ed equilibratori del sistema ormonale. L’acido betulinico è un triterpene pentaciclico, esso è stato testato per il melanoma, per i problemi cutanei e per ritardare le infezioni da HIV. Nei polisaccaridi del Chaga siberiano sono compresi differenti tipi di legami glicosidici, ad esempio 1,3 e 1,6 beta-glucani, alfa-glucani (1,3) e, in particolar modo, i beta-D-glucani che innescano e stimolano molte risposte immunitarie per combattere le infezioni: attivando i macrofagi, i T-Helper, le cellule NK e le cellule Beta essi aumentano la produzione di anticorpi.

In Italia è ancora poco noto, lo si trova sotto forma di scaglie secche con cui preparare tisane da bere o di pastiglie è costosetto, ma vale tutti i dindini che costa perchè è ottimo grazie alla melanina previene i capelli bianchi (anche barba, peli ecc) i problemi alla pelle, la caduta dei capelli, i problemi alle ossa, rinforza le difese immunitarie...

Certo non fa miracoli...Io lo uso da anni insieme ad altri rimedi naturali ed esoterici e mi sento benissimo.



By StregAle



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lunedì 13 luglio 2015

Gli utenti del forum si raccontano - IX parte


Nuovi iscritti, nuove avventure...
utenti che seguiamo da mesi...
Ma soprattutto Gente che Sorride!

Come ho detto in un "biglietto" di auguri...Per fare un saloon come si deve, c'è bisogno di gente di tutti i tipi! C'è gente che trascina gli altri con i suoi guai, c'è chi crea intrighi interni (pissi pissi bau bau), c'è chi si diletta nei drammi...
Ma a noi importa che ci sia un tempo per raccontarsi e sfogarsi, un tempo per ridere e scherzare...E si sa, sorridendo si affrontano le situazioni con più forza.

Ma bando alle ciance, ecco gli aggiornamenti!



Ciao a tutti , fra pochi giorni ci sara il secondo rito, nel primo dove anche io ho partecipato, dopo undici giorni ho visto un avvicinamento da parte di lui piuttosto notevole. Adesso sono nella terza settimana, lui è diventato geloso, Ema mi ha detto che va molto bene, naturalmente ci saranno anche dei bassi, pero io ho preso tutto dal lato positivo, quando ho finito il rito ho avuto un forte mal di stomaco come colpo di ritorno. La cosa importante e essere positivi anche quando ci saranno i momenti no, io prima di Emanuele mi ero affidata a una persona che mi ha fatto fare dei grossi sbagli , e ho rischiato di perderlo, ma con Emanuele sono fiduciosa , e sempre disponibile ad ascoltare, infonde una grande calma percio lo ringrazio e ringrazio anche Fra che ha sempre una buona parola, che dire ragazzi coraggio!Per amore si scalano le montagne sempre fiducia e PAZIENZA! 
(cat)


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Carissimi questo è solo un messaggio per augurare a tutti un po' di fortuna. Io le prime due settimane di Maggio stavo riprendendo la mia storia con tutti i presupposti giusti..poi la tragedia. L'ho fatto arrabbiare..senza volerlo ho fatto un gesto da vera cretina e sono due settimane che non lo sento. Colpa mia. Colpa solo mia ..ma non posso credere che dopo tutti questi mesi di perfezione mia nel modo in cui mi sono posta etc..posso aver distrutto tutto. Sono al nono rito..Ema inizialmente mi disse che si sarebbe voluto un annetto..quindi vado avanti. Spero per agosto salvo altri disastri (che dubito fortemente farò:ho imparato a mie spese le conseguenze sto malissimo ) di riuscire nell impresa.
Ema e' un grande mago. Non posso dire altro. Portate pazienza e non fate cazzate come me. Ok ok ne ho fatta una sola e si risolverà perché il perdono non si nega a nessuno. Ma sono sul filo del rasoio. Speriamo bene pensatemi tutti!
Se ricomincia la storia sarò qui per tutti voi a scrivere cose bellissime! Promesso!!
Un abbraccio e forza a tutti !!!
(pensiero76

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Ciao dreams, piacere di conoscerti...guarda...nella sezione RACCONTI io ho creato un post nuovo di zecca l'altro giorno per far scrivere SOLO I RISCONTRI POSITIVI cosi' uno sa dove andare a leggere le cose che vanno bene e a chi!
Molte persone non scrivono per scaramanzia ma io lo faccio perchè credimi, a me piace condividere i miei risultati positivi perchè non credo nell'invidia della gente qui nel forum, anzi, penso che se una persona intelligente legge che i rituali di erenlisio funzionano....prima o poi succederà anche a lei!!
Dico sul serio...ragazzi anche i piccoli segnali scriveteli nel mio post...la magia richiede tempo...pazienza...self control, non esiste la bacchetta magica di Creamy, ricordatevelo.
Tutto avviene con il tempo......e la magia di Emanuele.....è come la goccia che scava nella roccia !( cit by fra leonessa ...!!)
in bocca al lupo a tutti voi......con tutto il cuore......!
E PENSATE POSITIVO SIATE FELICI PER CHI HA DEI SEGNALI BUONI PERCHE' SUCCEDERA' ANCHE A VOI!!!
(pensiero76

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(..) Nel mio caso i primi mesi sono stata male avevo una depressione pazzesca. Ad oggi mi sento forte..mi vedo più bella..mi va bene tutto ciò che mi circonda..e tra alti e bassi sto costruendo un qualcosa con l uomo che amo! (Ma io parlo dei rituali di Ema..non di voodo!!)
Certo si va con la velocità di un bradipo zoppo ..ma giunta a questo punto ..ho voluto la bici della pazienza ..e pedalo!!
(pensiero76)


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Bradipo zoppo!!! È mitico!!! Io ho detto a Fra di sentirmi come un neonato ai primi passi!!! Però devo dire che anche io i risultati li ho avuti (perché poi il colpo di testa e la cazzata l'ho fatto io e l'ho pagata!!!) ed ora li sto avendo di nuovo. I giorni dopo il rito sono sempre "strani" ma si sopporta. C'è di peggio. Anzi ora ti dirò che nella mia situazione c'è molta serenità ed è un grande traguardo perché da me le cose erano davvero tese.
(Mel)

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Ciao Mel!! Quindi anche tu dopo la cazzata e il buio...hai rivisto la luce dopo un po'?? Io sono due settimane che non lo sento...risparito di nuovo...ma sto buona e ferma e non lo cerco.....( mi sto violentando..ma se lo cerco tanto lui mi risponde a monosillabe o niente quindi sai che,...lo faccio riflettere un po'...e quello che sara' sara'...tanto c'è Ema che a botte di rituali lo fa rinsavire prima o poi...!!) Io ci credo tantissimo, ho visto e percepito davvero cose che dimostrano che la magia estiste...... E NON E' UNA COSA FINTA, IMPOSTA, FORZATA.....nel mio caso non manca l'amore......ma il CORAGGIO di lui per viversela e vedere dove andiamo. E' TUTTO COSI' DIFFICILE.......ma io lo voglio, lo amo.......e aspetto....aspetto anche un minimo gesto che mi prendo con tutta me stessa.
(pensiero76

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Ciao a tutti. Sono Liceo e sono nuova in questo forum..Scrivo per ringraziare pubblicamente Emanuele.Tra una decina di giorni mi fara il Quarto rito e sono molto fiduciosa. La mia situazione si sta piano piano sbloccando.anche se ci sono ancora momenti che io definisco strani dovuti purtroppo ai tanti problemi personali. In questi mesi Emanuele mi e stato di grande aiuto e devo riconoscere che se ora sono piu serena lo devo a lui.
Sapere che sta lavorando per me mi rende tranquilla e mi permette di sopportare meglio le giornate no.Auguro a tutti cose belle..Abbiate fiducia..a presto
(Liceo)

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Ciao a tutti, sono Enrico e sono da 10 giorni sotto il I rito e tra altrettanti faremo insieme ad Ema il II; beh che dire io non ho avuto NESSUN (o almeno molto percettibile) colpo di ritorno, forse stanchezza, boh.... niente di stranissimo comunque... Sono rimasto un po' stupito della velocità, nel mio caso dopo 2 giorni ho visto i primi segnali che si stanno sommando giorno dopo giorno; e anche se a volte penso chi me lo fa fare, sono deciso e fermamente convinto di rivolerla e adesso vado avanti così speranzoso...... grazie al grande EMA e anche a Fra che ha la pazienza di sopportarmi :-D ahahah
(Enrico92)

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Ciao, anch'io inizio ad avere i primi risultati: (il mio lui) ha ripreso a frequentare i posti dove bazzico, mio bar preferito compreso ^_^ 
Sono felice ma non mi esalto: un sassolino alla volta, con santa calma, libereremo il sentiero ^_^
(Eevee


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venerdì 10 luglio 2015

Migliorare la vita di coppia: consigli



Consigli che possono sembrare banali e scontati…

Ma quanti ci hanno mai riflettuto sui propri atteggiamenti?
Quanti hanno provato a farsi un esame di coscienza?
Quanti – ancora - a smussare gli spigoli del proprio carattere?

Suppongo non tutti…Questa è l’occasione per pensarci su:

N.B.
Purtroppo alcune guide non sono generiche, 
riguardano solo uomini o solo donne…
Diciamo che molti di questi consigli valgono per entrambi.



1. Ascolta ciò che l’altro vuole esprimere

Non rimanere concentrato solo su te stesso. Quando il tuo partner ti vuole comunicare qualcosa, ascolta. Senza interrompere. 
Non lasciare discorsi a metà: andarsene solo perché non sappiamo affrontare ciò che non ci piace (discorso, situazione) è un atteggiamento poco maturo.

Comprendi i cambiamenti d'umore del/della partner. 

Proprio come le donne, anche gli uomini sono creature lunatiche. 
Se vuoi rendere il tuo uomo felice emotivamente, devi prima capire il suo stato d'animo e sapere cosa devi fare in base a quello. Più tempo spendi con il tuo uomo, meglio saprai riconoscere i segni e più velocemente capirai come reagire.
Ecco alcune cose da tenere a mente mentre impari a conoscere gli stati d'animo del tuo uomo:
• Dovresti sapere quando è pensieroso e vuole essere lasciato da solo, o quando è agitato e vuole essere confortato e aprirsi con te - se confondi i due stati d'animo, lo soffocherai causandone l'allontanamento.
• Se è irritato dopo aver guidato in mezzo al traffico o dopo una partita di calcetto in cui la sua prestazione non è stata stellare, vacci piano con lui. Non è il momento di avvinghiarti a lui o di iniziare a parlare delle tue amiche.
• Se vuoi avere una discussione seria con il tuo uomo, aspetta che sia di buon umore. Se tiri fuori un argomento serio quando è stressato e ha altro a cui pensare, non otterrai i risultati sperati. 



"Bisogna imparare a chiedere scusa. L’orgoglio ti intrappola, l’umiltà ti libera."


2. Se pensano che ci sia un problema, ne parlano.
Non dare per scontato che l’altro conosca ciò che ti passa per la mente. Parla.
Attenzione: Non chiedergli se è arrabbiato con te solo perché è di cattivo umore.
Questo è un errore che le donne fanno spesso. Se un uomo è chiaramente scontroso e non si sa il perché - ma anche se si conosce la ragione - e non si riesce a risolvere il problema, si ha la tentazione di chiedere "Sei arrabbiato con me? È per qualcosa che ho detto?".
Se non c'è alcun motivo per cui il tuo uomo debba essere arrabbiato con te ed è già di cattivo umore, domande di questo genere non faranno altro che peggiorare la situazione.
• Devi sapere che ci sono alcune situazioni che non puoi controllare. Se ha un giorno no, sta semplicemente avendo un giorno no, il suo mondo NON ruota attorno a te.

3. Ragionano in termini di coppia, non di singolo 

Se vuoi avere una persona accanto devi ragionare in termini più ampi del tuo interesse individuale. Se non ne hai voglia, forse è meglio che te ne stia da solo.

4. Discutono per arrivare a una soluzione comune, non per vincere una battaglia dialettica 

Una discussione non deve mai essere uno strumento per mortificare l’altro e dimostrare quanto tu sia nella ragione. Discuti per raggiungere un traguardo comune.

Non attaccare briga.
Non c'è niente di più che un uomo odia che dover litigare, bisticciare o discutere con la sua ragazza per nessun motivo. Se hai qualcosa di importante di cui discutere, trova il momento e il posto giusti quando entrambi potete concentrarvi sulla conversazione; non puoi urlargli dietro in pubblico e aspettarti che lui lo accetti senza problemi. 

Impara a mantenere il controllo e una voce calma quando non siete d'accordo su qualcosa.
• Se senti il bisogno di litigare, chiediti quale sia la vera ragione della tua rabbia. Trova il modo di discutere la questione con maturità.

5. Si impegnano per coltivare interessi comuni 

Se qualcosa appassiona il tuo partner, non lasciarlo solo. Dimostra curiosità, prova a condividerne l’entusiasmo.

Ricordati di divertirti.
Alcune donne sono così ossessionate dal cercare di avere una relazione perfetta che si dimenticano di rilassarsi e divertirsi con il proprio uomo. 

È vero che le relazioni comportano la costruzione di un legame forte e duraturo, ma avere una relazione vuol dire anche ridere, fare gli stupidi e divertirsi senza fare troppa fatica. Se non ridete spesso, il tuo uomo non potrà mai essere felice emotivamente.
• Non preoccuparti troppo di organizzare l'appuntamento perfetto o l'attività romantica perfetta. Potete divertirvi un sacco noleggiando una film comico, andando al centro commerciale o facendo una gita non programmata al mare.

Incoraggialo.
Per rendere il tuo uomo felice emotivamente, devi sapere come incoraggiarlo - e farlo in maniera genuina. Puoi incoraggiarlo dicendogli quanto incredibile, pieno di talento e divertente sia, e aiutandolo a perseguire i suoi sogni e i suoi obiettivi. Non incoraggiarlo se non lo pensi veramente - devi essere sincera quando lo aiuti ad andare avanti nella vita.
• Se ha in programma un'importante partita di calcetto, preparagli dei biscotti o chiamalo la sera prima per fargli sapere che hai a cuore la sua felicità.
• Se ha un compito difficile, un colloquio di lavoro o un evento importante, lodalo e fagli sapere quanto sia speciale; si presenterà con uno stato d'animo positivo.

Mantieni la relazione fresca.
Se vuoi che il tuo uomo continui a essere felice emotivamente e sessualmente, non potete adagiarvi nella solita routine, anche se state insieme da anni. 

Dovete fare lo sforzo di fare cose nuove o entrambi perderete interesse. 
Ecco alcuni modi per farlo:
• Almeno una volta al mese fate qualcosa insieme che non avete mai fatto prima. Potrebbe essere arrampicarsi, fare un giro in bici o giocare a beach volley.
• Prendete lezioni di ballo insieme. Imparare a ballare la salsa vi aiuterà a tenere i vostri corpi in sincronia e ad esplorare nuovi orizzonti.
• Trova un nuovo modo per complimentare il tuo uomo ogni settimana. Puoi sempre trovare nuove cose che ami di lui.
• Gioca a fare la difficile di quando in quando. Non dovrebbe sentirsi come se può averti tutte le volte che vuole.
• Sappi che la caccia non ha mai fine. Lui dovrebbe continuare a sforzarsi per conquistarti come il primo giorno che vi siete incontrati. 


Continua nel nostro forum...

>>Continua<<

Fonti:
lastella
wikihow 



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Spunti di riflessione: Amore e Relazione


Allora, come da titolo, ho trovato questi spunti 
che personalmente non condivido del tutto, 
ma direi che c'è molto su cui pensare, riflettere... 
Se avete dubbi o non siete d’accordo, 
parliamone nel forum. 
Cominciamo…




La parte più difficile del rapporto di coppia non è seguire il fuoco della passione iniziale, ma creare un amore profondo che duri nel tempo. La magia della passione ci fa vedere mille pregi nell’altro/a e minuscoli difetti del tutto trascurabili.

Benché le incantevoli qualità che scorgiamo possano effettivamente esistere, è anche vero che sono il prodotto di una percezione selettiva operata da una razionalità offuscata dai desideri che scarta i tratti negativi. D’altra parte è proprio per questo errore di valutazione che le infatuazioni rimangono indelebili nei nostri ricordi. Questo spiega perché le storie d’amore vissute brevemente e intensamente rimangono immacolate per una vita intera, non essendo state ossidate dal crollo dell’idealizzazione.

Dopo quel periodo di rapimento sentimentale di solito le persone cercano di concretizzare il loro amore con il matrimonio (o la convivenza). Ma questo vincolo apre il sipario su nuove interazioni. La vita in comune costringe ad esibire alcune caratteristiche che erano state occultate o accantonate nella fase della conquista. Ognuno mostra nuove sfaccettature di sé e spalanca gli occhi su attributi meno piacevoli del partner.

S’innescano i primi problemi poiché ciascuno ha necessità, bisogni, abitudini, reazioni emotive e convinzioni che non coincida necessariamente con quella del coniuge.

Ci sono un paio di cose da capire:

1. L’amore è una cosa, la relazione un’altra.
2. Le relazioni, diciamo quasi tutte, nascono e vivono per i motivi sbagliati.

L’amore è la forza più grande che esista, è energia, emozione. L’amore è gratuito e incondizionato (senza se e senza ma).

"Nulla e difficile per chi ama" - Cicerone

L’amore è volere la felicità degli altri, dare il meglio di noi stessi. 
L’amore è il senso stesso della nostra vita.
La relazione di coppia è l’impegno a esserci accanto, a starci vicini, a condividere in modo speciale la nostra vita.
Amore e Relazione sono due cose diverse e non è detto che una relazione di coppia sia sempre basata sull’amore. Quando accade, l’amore è eterno.

Spesso basiamo una relazione sui presupposti sbagliati.

Quali sono questi presupposti sbagliati? Ecco i più comuni:

Felicità. Stai con una persona perché pensi (o speri) che ti renderà felice.
Benessere. Ti aspetti che il tuo partner ti faccia stare bene.
Soddisfazione. La tua vita è come la vorresti? Probabilmente ti aspetti che la tua relazione la renda perfetta, se non altro migliore.
Sicurezza. La cerchi nella persona che ami, vuoi accanto una persona che ti dia certezze su cui contare ogni giorno.
Piacere. Vuoi che la persona che ti sta vicino ti dia piacere e renda divertente la tua vita.
Bisogno. Ti aspetti che la tua dolce metà soddisfi i tuoi bisogni, ti aiuti a risolvere i tuoi problemi e ti completi.

Sicuramente non ci trovate niente di male in queste cose, per cui potreste chiedervi cosa non va bene, perché li ho presentati come presupposti sbagliati per una relazione…

Adesso ve lo spiego mostrandovi i due errori capaci di distruggere una coppia e rovinarti la vita.
Tutti i presupposti che vi ho appena mostrato derivano da due enormi errori.
Sono il motivo per cui l’amore eterno ci sembra così poco reale.

Errore numero 1 – Il bisogno di essere amati

Aver bisogno che il tuo partner ti ami è il primo grande errore.
Hai presente la tensione, la frustrazione, il nervosismo o anche la rabbia e il fastidio che provi quando hai bisogno di qualcosa e non puoi averlo subito o non nel modo in cui speravi?? Sono emozioni che trasmettono amore?
Ovviamente no, ma se hai bisogno di ricevere amore dal tuo partner, proverai proprio queste sensazioni.

Quando hai bisogno di qualcosa, lo pretendi.
Vuoi che si comporti in un certo modo, che ti ascolti, che ti parli dicendoti certe parole, che abbia un certo atteggiamento, sia disponibile, sia presente.
E se non ottieni queste cose che accade?
Ti arrabbi, arriva il nervosismo, sei triste, provi frustrazione o delusione. Le stesse cose che vivi quando sei in coda alla posta e hai fretta.

Ogni bisogno che vogliamo vederci soddisfatto dagli altri sarà sempre origine di una pretesa.
È qualcosa che vuoi, a tutti i costi, e così ti irrigidisci e stai male se non la ottieni.

Pensi di poter dare amore alla persona che ti sta accanto mentre provi nervosismo, ansia, rabbia o delusione? Certamente no.

Il guaio è che le pretese sono come una ferita aperta sempre pronta a infettarsi.
Le persone non vivono per soddisfare le nostre aspettative.

Ognuno di noi ha i suoi problemi, le sue difficoltà, la propria stanchezza, e non sempre il tuo partner, per quanto tenga a te, farà esattamente quello che desideri, come preferisci.
Più pretendi di ricevere amore, più ti apri alle emozioni negative che ti impediranno di fare l’unica cosa che conta in una relazione di coppia: amare.

Aver bisogno di essere amati è un errore, rovinerà la tua relazione perché la logora con emozioni e sentimenti negativi, e ti renderà infelice.
Ma per quale motivo hai bisogno di ricevere amore? 


Per via del secondo errore. 
Quale? Continua la lettura sul nostro forum...

>> Continua <<


Fonti:
strategiedellamente 



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lunedì 6 luglio 2015

Come smettere con le paranoie e godersi la vita


Urge chiarire che non sono buddista prima che qualcuno pensi che sia in qualche stanzino a intossicarmi con i fumi dell’incenso e con un discutibile gusto per l'arredo di casa… :-)))

" Dicesi sega mentale il pensare a cose che non hanno attinenza con la realtà "

Le “seghe mentali” sono una metafora un po’ grezza ma molto efficace, inventata dallo scrittore Giulio Cesare Giacobbe, per indicare quella continua attività mentale che ci caratterizza un po’ tutti e che per lo più si svolge a vuoto, senza portare mai ad alcun risultato. Se per “sega mentale” dobbiamo intendere il pensare a cose che non hanno attinenza con la realtà – considerando che l’unica realtà accertabile è costituita dal nostro corpo e dall’ambiente fisico che lo circonda – allora dobbiamo anche riconoscere che quasi non facciamo altro nella vita.

Non dobbiamo prendercela per questo, perché è normale. Purtroppo, però, a parte i casi di “seghe mentali” benefiche, come ad esempio il pensiero creativo, la maggior parte delle seghe mentali è malefica, cioè ci procura sofferenza. Una sofferenza inutile, come quando ad esempio ci preoccupiamo per qualcosa che potrebbe succedere nel futuro, rovinandoci così il tempo presente.

Le origini di questo atteggiamento sono biologiche, perché il nostro cervello, specie nella sua parte più “antica”, è attrezzato per farci reagire istantaneamente di fronte al pericolo. Ma i pericoli reali nel mondo contemporaneo sono ben pochi. E così il pensiero – come reazione a ciò che percepiamo come aggressione dall’esterno – sostituisce le azioni reali con azioni simulate.
In pratica, tentiamo di risolvere i nostri problemi pratici senza uscire dall’ambito dell’attività mentale, dunque invano.
Facci caso: se non sei impegnato/a in un compito mentale particolare – tipo leggere, guardare un video o parlare – e riesci ad avere quel minimo di lucidità che ti consente di osservare quello che stai pensando, ti accorgerai che la tue mente è costantemente proiettata nel passato o nel futuro, senza che ciò porti a nulla. In pratica, ti stai facendo una sega mentale.
È molto brutto a dirsi, ma rende bene l’idea. Quel tipo di pensiero non ti risolve alcun problema e ti aggiunge disagio al disagio.

La cosa più difficile da ammettere è che la stragrande maggioranza dei nostri pensieri non la controlliamo affatto, perché si produce da sola. Come a dire che le seghe mentali si fanno da sole, sempre mantenendoci ben a distanza dalla realtà. Non ci fanno vedere le cose come sono realmente. In questo senso, ci rendono ciechi. È dura demolire quel mito cartesiano del “penso dunque sono” che ci hanno insegnato a scuola e ci rende così fieri della nostra umanità.

In seguito, le parti essenziali:

"Dicesi sega mentale il pensare a cose che non hanno attinenza con la realtà "

"La realta' e' il nostro corpo e l'ambiente fisico che ci circonda"

"Le seghe mentali si dividono in seghe mentali benefiche (ovvero quelle a cui un determinato pensiero fa seguire un'azione pratica nella realtà) e seghe mentali malefiche,che danno sofferenza".

"Migliaia di anni fa quando venivamo aggrediti dalla tigre dai denti a sciabola, il nostro sistema d'allarme andava benissimo per il suo scopo : ci faceva correre come razzi.
Eravamo tutti primatisti sui cento,duecento e trecento metri (qualcuno, colui che sicuramente si salvava, anche sul kilometro).
Ma adesso ?
Adesso non e' cambiato niente : continuiamo a essere tutti primatisti sui cento,duecento e trecento metri(qualcuno anche sul kilometro) con la differenza che non c'e` più nessuna tigre dai denti a sciabola a inseguirci.
E neppure nessun leone,nessuna pantera,nessun leopardo,nessun puma,nessun orso.....
Oggi non ci insegue più nessuno, salvo che non abbiamo svaligiato una banca senza aver avuto la furbizia di far perdere le nostre tracce.
E allora perché corriamo continuamente come se fossimo inseguiti dalla tigre dai denti a sciabola?
Perché quello che fa scattare in noi l'allarme, non e' la tigre (problema reale) ma il nostro cervello (sega mentale)".

E queste seghe, aggiungerei, che sono il difetto principale che ho dentro il cervello.
Anche se all'inizio puo' essere comprensibilmente difficile, devo farlo, almeno tendenzialmente : pensare al reale !

Per finire, gli psicofarmaci, stabilizzatori dell'umore e ansiolitici (magari con una terapia adeguata e con molta fortuna) posso sicuramente aiutare.

Ma il primo lavoro lo dobbiamo fare noi stessi, non aspettare che sia il farmaco, perché il farmaco non sistema la paranoia.

Quindi il problema e' la perdita di contatto con la realtà...che fa scatenare le seghe.

Questo e' un punto dolente : per la realtà (quella di alcuni anni fa) ci sono troppi intralci che fanno convertire verso il virtuale :

Chat
Facebook
SMS
(una volta con le persone al telefono ci parlavi e ti scambiavi il numero fisso di casa : invece adesso ti scambi il cell e non conoscendoti e' facilissimo fraintendersi con gli sms....).



Come sono fatte le seghe mentali.


Adesso voglio prendere una sega mentale, smontarla e vedere come è fatta dentro.
Se chiedi a uno che si fa le seghe mentali se è felice, ti risponderà di no, che è immensamente infelice, che soffre. E di fatto il male che soffriamo è raramente fisico, è quasi sempre mentale. Ed è dovuto alle seghe. Alle seghe mentali, voglio dire.
Le seghe mentali quindi fanno male. Danno sofferenza.

Allora, cos'è la sofferenza?
Fisiologicamente, la sofferenza, sia fisica che mentale, consiste in uno stato di contrazione muscolare in qualche parte del nostro corpo.
La contrazione muscolare è provocata da uno stato di tensione elettrica, che è comunicato alle cellule muscolari dalle cellule nervose che sono nel cervello.
È nel cervello, dunque, che si decide se attivare lo stato di contrazione muscolare e quindi di sofferenza.

È il nostro cervello che decide, insindacabilmente, cosa costituisce un pericolo per noi. Ho detto infatti più sopra « quello che a noi sembra un pericolo ».
A volte il nostro cervello decide che non vi è nessun pericolo in cose pericolosissime e vede pericoli mortali in cose assolutamente innocue.

È il nostro cervello, sulla base della memoria che si ritrova, e non siamo noi, con tutti i ragionamenti che ci possiamo fare, che decide se siamo in pericolo oppure no.


L'elenco degli animali pericolosi per l'uomo in epoca preistorica fa ridere al confronto dei pericoli che il nostro pensiero è in grado di creare oggi.
Nessuno ha mai scritto nessun trattato né in quattro né in quattromila volumi, sull'argomento.
Perché i pericoli inventati dal nostro pensiero sono praticamente infiniti.

Alcuni appartengono al mondo che ci circonda:

- il collega che sta cercando di farci le scarpe (pur non essendo un calzolaio);
- l'amico che sta cercando di farci la moglie (pur non essendo il conduttore di un'agenzia matrimoniale);
- il marito che sta cercando di farci l'amica (pur non soffrendo di solitudine);
- il Fisco che sta cercando di metterci in mutande (pur non essendo noi dei calciatori);
...e così via.

Altri sono attinenti al nostro Io corporeo: «Oddio, mi prenderò l'aids!», «Sono troppo grasso/a!», «Con tutti questi brufoli faccio schifo!», «Sono sicuro/a che ho un cancro! » ecc. ecc; o ideale: «Sono nato/a sfortunato/a», «Nessuno mi vuole bene!», «Sono uno/a stronzo/a!», « Finirò solo/a e abbandonato/a da tutti » ecc. ecc.

Il pensiero è dunque la causa principale della nostra sofferenza, l'essenza stessa della sega mentale.

Il pensiero è come il coltello: ti ci puoi imburrare il pane oppure tagliartici la gola.
È incredibile, ma quasi tutti gli esseri umani preferiscono la seconda soluzione.


Avendo addosso una tensione insopportabile e non potendo scaricarla completamente attraverso l'azione reale, la scarichi parzialmente attraverso l’azione pensata.


Quindi …
…Il pensiero è fondamentalmente un surrogato dell'azione. Infatti, il pensiero consiste sostanzialmente nella simulazione immaginativa dell'azione.

Il pensiero che da luogo all'azione capace di eliminare le condizioni ambientali negative assolve dunque pienamente alla sua funzione di difesa dalle aggressioni ambientali.
Ma esso è un pensiero attinente alla realtà. 


Quindi …
…Il pensiero che da luogo all'azione NON è una sega mentale mentre, banalmente, il pensiero che NON da' luogo all'azione è una sega mentale.

Ma quante volte tu traduci il tuo pensiero in azione? Quante volte tu usi il tuo pensiero per risolvere problemi reali utilizzando la sua funzione più evoluta?
Quante volte invece ti immagini azioni che non sei stato o non sei in grado di compiere?

Come può avvenire che il pensiero, inventato per risolvere o alleviare i problemi reali, diventi invece il creatore di problemi immaginari?
Il fatto è che non è il pensiero che può risolvere un problema reale, ma soltanto l’azione.
Quindi se un problema reale non viene risolto con l'azione, la tensione da esso generata rimane e scatta la valvola del pensiero per contenerla entro limiti accettabili.

Ma se il problema reale è molto grave, la tensione è talmente alta che il pensiero non riesce ad abbassarla entro limiti accettabili.
Cosa fa allora il sistema per difendersi? 


Dimentica il problema.


Freud ha chiamato questo processo rimozione.

La rimozione non elimina tuttavia la tensione generata dal problema rimosso: la mantiene soltanto entro limiti non distruttivi.
La tensione continua quindi a generare pensiero.
Ma non potendosi palesare nel problema reale perché rimetterebbe in moto una tensione insopportabile dal sistema, il pensiero genera un altro problema, un problema immaginario, apparentemente risolvibile.
In realtà il problema immaginario non può essere risolto.
Infatti non esiste soluzione reale del problema immaginario per il semplice fatto che il problema immaginario non è reale.

Perché NON bisogna farsi le seghe mentali?
Per smettere di soffrire.
Perché è evidente che le seghe mentali specialmente quelle malefiche, fanno soffrire.

Infatti le seghe mentali non sono altro, come abbiamo visto, che la riproduzione iterata e automatica di pensieri portatori di una qualche tensione, cioè di sofferenza, generata da uno stato di paura, ossia di allarme nei confronti di qualcosa, che il nostro cervello ritiene pericoloso per la nostra incolumità, il più delle volte non reale ma simbolica.


Come non farsi le seghe mentali


Ci sono due considerazioni da fare.
- La prima è che questo giudizio è valido soltanto se riferito al passato.
Quando il passato era presente, questo giudizio non era valido, perché allora mi sembrava importante dire quello che ho detto.
Questo ragionamento apparentemente inutile te l'ho fatto perché accade spessissimo di inquinare il presente con giudizi negativi sul passato, con il risultato di deprimerci in merito a supposti errori commessi.
Questo è un tipico esempio di sega mentale.
Possiamo anche avere sbagliato, ma sbagliamo ancora se ci deprimiamo invece di trarre un insegnamento.

- La seconda considerazione è che una qualche importanza la deve avere anche quello che ho detto prima, se sentivo il bisogno di dirlo.
Questo è un modo vantaggioso di vivere la realtà: vedendo nel presente gli aspetti positivi del passato.

Il vedere soltanto e anzi il soffermarsi sugli aspetti negativi del passato equivale a pensare cose non attinenti alla realtà e quindi a farsi delle seghe mentali.
E queste seghe mentali, che sono specificamente malefiche, alla lunga portano a una conseguenza terribile, che equivale a un suicidio: la depressione.

La depressione è il nostro più grande nemico: essa ci fa non solo soffrire, ma anche ammalare e morire.

Freud lo ha chiamato istinto di Thanatos (morte).
Noi tendiamo naturalmente alla depressione, non all'esaltazione, specie dopo i venticinque anni, quando comincia il catabolismo cellulare, cioè quando muoiono più cellule di quante ne nascano.
Quindi occorre che ci difendiamo dalla depressione a tutti i costi, se vogliamo stare bene.
Siate disposti a fare qualunque cosa, anche la più turpe, pur di non andare in depressione.
L'importante è mantenere il nostro Io in esaltazione.

Poiché le seghe mentali malefiche sono la causa primaria della depressione, la cosa più importante, sul piano concreto, è dunque questa: come smettere di farsi le seghe mentali (malefiche)?
Cioè come smettere di andare in paranoia per ogni cosa che il nostro cervello decide essere un attentato alla nostra incolumità simbolica?
Cioè come smettere di pensare a cose (ritenute minacciose) non attinenti alla realtà?
E quindi come smettere, in generale, di pensare a una cosa?
Queste domande cruciali comportano due problemi.

Il primo problema è: siamo veramente in grado di smettere di pensare a qualcosa e, più in generale, siamo in grado di smettere tout court (che non vuol dire, come i più maliziosi pensano, « tutto corto ») di pensare?
La risposta è: sì.
Il secondo problema è: come?

-Esempio della consapevolezza-
Cosa significa mangiare un mandarino con consapevolezza?
Mangiando un mandarino, sapete che lo state mangiando. Ne gustate pienamente la fragranza e la dolcezza.

Mangiare un mandarino senza consapevolezza ?
Mangiando un mandarino, non sapete che lo state mangiando. Non ne gustate la fragranza e la dolcezza. Così facendo, non potete apprezzare la natura splendida e preziosa del mandarino.

Se non siete consapevoli di mangiarlo, il mandarino non è reale.
Se il mandarino non' è reale, neppure chi lo mangia è reale.
Ecco cosa significa mangiare un mandarino senza consapevolezza.

Ecco dunque il segreto!
Per smettere di farsi le seghe mentali occorre rivolgere la propria attenzione a ciò che si sta facendo, a ciò che ci succede, al mondo che si ha intorno
Smettere di pensare!
Smettere di macinare pensieri malefici!
Smettere di farsi le seghe mentali!
Mi dirai: bella scoperta!

È vero che per ottenere questo devi fare un atto di volontà.
Ma io ti ho detto dove devi indirizzare il tuo atto di volontà.
La tua volontà deve mettere in moto la tua attenzione.
Devi semplicemente rivolgere la tua attenzione su quello che stai facendo.
È ciò che il Buddha chiama « presenza mentale ».

La presenza mentale è il segreto per smettere di farsi le seghe mentali.
Quindi la presenza mentale nella realtà è il segreto per godersi la vita.
Infatti, se tu sei presente alle cose che stai facendo e che ti circondano, te le godi.
Naturalmente, anche questa cosa, come purtroppo tante altre nella nostra vita, anche se è semplice a dirsi, è difficile a farsi.

Le cose importanti vanno costruite gradualmente.

Se concentri la tua attenzione su un fatto o su un oggetto, essi per te diventano reali, come ha detto il Buddha. Non solo, ma assumono un rilievo particolare, li vedi chiaramente in tutta la loro unicità e la loro bellezza: li assapori e li godi.

Se ti fermi a osservare, a vivere con consapevolezza, con presenza mentale, ogni istante, ogni persona, ogni oggetto, ogni situazione della tua vita, potrai dire di avere realmente vissuto, di essere stato/a realmente presente nel tuo mondo, nel tuo tempo, di essere realmente esistito/a e non essere stato/a soltanto un fantasma che ha attraversato la vita senza lasciare traccia.
Se rivolgerai la tua attenzione al mondo che ti circonda, scoprirai che ci sono in esso mille meraviglie che non avevi mai notato, assorto/a com'eri nelle tue seghe mentali.

Perché quando osservi, quando osservi veramente, con attenzione, con partecipazione, smetti di pensare.
Smetti di farti le seghe mentali.
Sarà sufficiente che tu rivolga la tua attenzione al mondo che ti circonda smettendo di cercare, smettendo di volere, smettendo di fare qualcosa.

Rilassare il corpo
Tutte le volte che ti scopri a essere preoccupato/a, a temere per qualcosa, a rimpiangere qualcosa, a desiderare qualcosa che non puoi avere, a volere liberarti di qualcosa dalla quale non puoi liberarti, e così via in tutta la casologia varia e terribile delle seghe mentali, porta semplicemente
l'attenzione al tuo corpo e scoprirai che il respiro è concitato, che il cuore sta battendo troppo velocemente, che lo stomaco è contratto, che hai le mandibole serrate, che i muscoli delle spalle e del collo sono duri come pietre.
E allora comincia a parlare con il tuo corpo, con i tuoi polmoni, con il tuo cuore, con il tuo stomaco, con le tue mandibole, con le tue spalle e con il tuo collo.

Tu non parli mai con il tuo corpo, non lo degni mai della tua attenzione, lo abbandoni sempre a se stesso, ai suoi processi automatici.
Non devi stupirti poi se un giorno o l'altro il tuo corpo si ammala.
Si è logorato nei suoi automatismi tensivi, nel suo stress solitario. 

Parla con il tuo corpo e digli di rilassarsi, perché non c'è niente che lo minaccia, è al sicuro nelle tue mani, tu lo assisti e lo proteggi.
Vedrai che alla fine il tuo corpo imparerà a rilassarsi. 

Per imparare a fare questo ti ci vorrà un po' di tempo, ma ne vale la pena, ne
va della tua salute, della tua felicità e della tua vita.
Se hai difficoltà a concentrarti sul tuo corpo, segui questo metodo: concentrati sul tuo respiro.
La concentrazione sul respiro è il modo più semplice per concentrarsi sul proprio corpo.

La difficoltà maggiore, in tutti questi esercizi di concentrazione su oggetti neutri o gratificanti, è che ci si addormenta.
Perché questo avviene?
Perché, come ho detto, la concentrazione su un oggetto neutro o gratificante abbassa il livello della tensione e questo permette all'organismo di ricostituire il suo livello energetico ottimale, che si è abbassato in seguito al grande consumo energetico dovuto allo stato di tensione: la modalità naturale con cui l'organismo ricostituisce il suo livello energetico ottimale è appunto il sonno.

Cerca dunque di non addormentarti ma di rimanere vigile e cosciente, quando ti concentri sul tuo respiro. Quando sarai diventato/a bravo/a nel concentrarti sul tuo respiro, impara a concentrarti sul tuo corpo.
Lo scopo di questa pratica non è la trance, l'estraniazione dal mondo e dalla realtà, ma esattamente il contrario: la presenza mentale nella realtà. E il tuo corpo fa parte della realtà.
Impara dunque a rivolgere l'attenzione al corpo, a diventare consapevole di esso.

Presenza mentale
Giacobbe ci spiega anche brevemente (è un libro piccino) come non farci le seghe mentali: rivolgere la nostra attenzione a ciò che stiamo facendo, a ciò che ci succede, al mondo che abbiamo intorno. In altre parole, coltivare la presenza mentale, l’unico modo per goderci la vita.

Mantenere la presenza mentale però è molto difficile, perché il nostro cervello tende naturalmente alle “seghe mentali”. Allora è necessario fare silenzio e addestrarlo con continui esercizi di concentrazione, per riportare la mente costantemente a ciò che avviene nel nostro corpo e nella nostra mente. Questa, in altre parole, è la meditazione.
L’arte di osservare, osservare senza pretendere di intervenire. Così si vede e si capisce veramente cosa succede, in ogni circostanza della vita.

Ecco spiegata in un modo molto semplice l’essenza del buddhismo. E se il Buddha leggesse “Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita” molto probabilmente non si scandalizzerebbe affatto.

Fonti:

zeninthecity
fobiasociale

Testo originale


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venerdì 3 luglio 2015

Consigli per non far scappare il proprio Uomo o la propria Donna


Leggendo in giro trovo delle rubriche con consigli interessanti:
Gli atteggiamenti che in una coppia sono deleteri: se li scopri, li eviti.
La rubrica è incentrata sui comportamenti femminili, ma vale anche al maschile.


Le donne viziate.
Cioè quelle che credono di essere al centro del mondo e si dimenticano completamente che il pianeta terra è molto più grande. Una donna viziata, dopo un po', urta il sistema nervoso maschile visto che la suddetta donna viziata è anche parecchio egoista. Un uomo, inconsciamente, capisce che con una donna viziata, non è una buona idea metter su famiglia...

La donna troppo disinibita.
Quel tipo di atteggiamento è sbagliato agli occhi di un uomo perché lo inibisce. Poi perché l'uomo, anche se fa fatica ad ammetterlo, ama sì le donne sexy e pantere, ma ama anche la donna dolce e romantica. Se sei troppo panterona, frena. O lui, gira gira, si stuferà e in asso ti pianterà.

La donna che ha paura di essere lasciata...
...che vive nel timore di deludere o di infastidire il partner, è parecchio insopportabile agli occhi di un uomo... La donna che ha paura di essere lasciata dice sempre sì, non esprime mai la sua opinione, chiede scusa di tutto, anche di ciò che non ha fatto. Fa solo le cose che piacciono al suo uomo e non ha un passatempo o un hobby che la distragga dall'assecondarlo. L'uomo? La trova una rammollita e gli viene voglia di tradirla.

La donna che parla, parla, parla e non si ferma mai.
L'uomo ne è assolutamente spaventato perché è un fenomeno da baraccone, non ha la capacità di ascoltare, si sente male ogni volta che la vede, si vergogna a portarla in giro perché monopolizza ogni conversazione ed è noiosa. Ma che dico, noiosissima. E gli uomini, che in generale sono degli orsi, con una donna così accanto, si sentono davvero male. Ma un po' di sintesi no?!

La donna che non capisce gli scherzi...
...ovvero quella che non ha un briciolo di ironia. Una donna così è per l'uomo come la morte perché rende tutto drammatico, serio, noioso e morboso. Invece la vita, che è già dura di suo, andrebbe alleggerita e resa più vivace. Siate allegre, imparate a non prendervi troppo sul serio...

La donna che ha le fisse alimentari.
Perennemente a dieta, compra solo cibi light, non beve birra, non beve vino, beve solo cola light. Andare al ristorante con lei sarà senz'altro più economico, ma due scatole... Una donna che non sa godere dei piaceri della tavola, difficilmente gode dei piaceri della carne. Una donna che non gode dei piaceri della carne, per un uomo, non va bene. E in fondo come dargli torto?

La donna invidiosa...
...quella che critica l'abbigliamento, l'atteggiamento, le frasi, lo stile di vita di chiunque la circondi, specie del resto del genere femminile, non avrà il cuore completo di un uomo. Una donna così, piena di livore e insicura di sé, è un'altra di quelle donne delle quali un maschio (alla ricerca della donna della vita) può fare benissimo a meno. Ma perché non accontentarsi ognuno di ciò che ha? Buona idea, in effetti.

La donna drammatica...
...quella che fa di ogni problema una tragedia. Che si sente sfigata, perseguitata dal fato e dalla vita e che si rassegna e si lascia vivere passivamente. Ma un uomo, secondo te, che ci fa con una donna del genere? Niente. Un uomo vuole accanto una donna sicura di sé che sappia sopravvivere ai problemi e riderne. Un uomo preferisce una donna meno bella ma più solare.

Caffeina


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