La Sicilia, con il suo stratificato sincretismo culturale (greco, romano, arabo, normanno, spagnolo), possiede un patrimonio di magia sentimentale tra i più ricchi e strutturati d'Italia. Ecco un approfondimento per il tuo articolo.
"L'Ammagghiari u Core": Magie d'Amore nella Tradizione Siciliana
Sottotitolo: Tra fattucchiere, santi "facitori" e scongiuri in lingua: il complesso rituale per legare il cuore nell'isola del sole e dell'ombra.
Introduzione: Il "Fuoco" e il "Ferro"
Nella
Sicilia tradizionale, l'amore non è solo sentimento, è una forza fisica
potente e pericolosa, paragonata al fuoco o a una malattia.
Controllarlo, incanalarlo o provocarlo richiede un'arte specializzata,
l'"ammagghiari" (intrecciare, avvolgere, legare). Non esiste una linea netta tra magia bianca e nera: c'è piuttosto una magia "necessaria", usata per risolvere un'ingiustizia emotiva o sociale, e una magia "invidiosa", usata per puro egoismo o malevolenza. L'antropologo Giuseppe Pitrè, padre del folklore italiano, ne documentò centinaia di varianti nell'Ottocento.
I Tre Pilasti del Legamento Siciliano
1. L'Orazione e lo Scongiuro (U 'SCUNGIURU)
Il
potere della parola, specialmente se ritualizzata e segreta, è
fondamentale. Le formule spesso mescolano italiano arcaico, latino
ecclesiastico e siciliano.
Le "Orazioni Legate" (Orazzioni 'mmiscati): Non sono preghiere di devozione, ma comandi a esseri soprannaturali. Una delle più famose è "L'Orazione della Madonnina Legata", dove si invoca la Madonna per "legare" la volontà dell'amato:
"Madonnina mia legata, come fosti legata tu, al pozzo della verità, con catene di ferro ai piedi e alle mani, così lega l'anima e il corpo di [Nome] a me, che non abbia pace né riposo, né di giorno né di notte, in nessun luogo si trovi, finché non viene da me umile e mansueto..."
Si recitava per nove notti consecutive davanti a un'immagine sacra, spesso con un laccio che si stringeva a ogni versetto.
I "Salmi del Re Davidde": Si usavano particolari salmi (il 6, il 37, il 50) letti al contrario o in modi specifici. Il Salmo 102 era considerato potentissimo per far tornare un amante.
2. La Magia Simpatica Operativa (A FATTURA)
Qui gli oggetti non sono solo simboli, sono strumenti attivi.
"U PUPU" o "A PUPA" (La Bambola): La pratica più iconica. Si modella con cera d'api, pezza o pasta di pane (spesso impastata con saliva o altri fluidi). Vi si incorporano "li tri peli e li tri fìmmmini" (i tre peli e i tre fili), ovvero capelli e fili di vestito della vittima. La bambola poteva essere:
Legata ('mmagghiatu): Avvolta strettamente da fili rossi (passione) o neri (dominio).
Scaldata (scalatu): Avvicinata a una fiamma per "sciogliere" il cuore freddo.
Trafitta (affucatu): Con spilli in punti specifici: cuore (per l'amore), bocca (per impedire di parlare con rivali), genitali (per la passione).
"U NODU" (Il Nodo): Pratica comune e clandestina. Si usava un nastro o i "lacci delle mutande" della persona desiderata (oggetto intimo per eccellenza). Si facevano sette nodi stringendo forte e pronunciando la formula. Il nodo veniva poi nascosto sotto il materasso o gettato in un pozzo, perché l'acqua "trasportasse" il desiderio.
"A CARTEDDA" (Il Biglietto): Si scriveva il nome dell'amato per 7, 9 o 40 volte su una pergamena, incorniciandolo con parole di potere. Il biglietto veniva poi piegato in modo complesso (a triangolo, a stella) e sigillato con cera, da portare sempre addosso.
3. La Magia delle Sostanze e dei Luoghi
"U BIVIRI" (La Bevanda): Il filtro per eccellenza in Sicilia si chiamava "l'Acqua di Consenso". Si raccoglieva acqua di fonte prima dell'alba, in un mercoledì o venerdì notte. Vi si scioglieva zucchero (per addolcire) e, cruciale, "u suduri" (il sudore) o sangue mestruale di chi operava. La pozione veniva fatta ingerire all'amato in cibo o vino.
"I Cimireddi" (Le Formiche): Rituale per far "formicolare" l'inquietudine nella persona. Si catturava una formica viva, la si chiudeva in una bottiglietta con un biglietto con il nome, e la si lasciava morire. La sua agitazione morente si trasferiva simpaticamente alla vittima.
Luoghi di Potere: I crocicchi ("u cruciu"), i ponti, le soglie delle case e, soprattutto, i pozzi erano i luoghi preferiti per seppellire o gettare i "legamenti", perché punti di comunicazione tra mondi.
Figure di Operatrici: "A Vecchia di lu Signuri"
Non esisteva un'unica figura. C'erano:
"A Donna di Fori" o "Maga": La specialista riconosciuta, spesso una donna anziana che viveva ai margini del paese. Si consultava in casi disperati, pagandola con denaro o beni in natura. Conosceva le orazioni esatte e i tempi astrologici.
La "Fattucchiera" Domestica: Ogni famiglia poteva avere una zia o una nonna che conosceva qualche scongiuro minore, per piccole "aggiustature" sentimentali.
"I Sacerdoti Neri": Figura rara e temutissima. Si diceva che alcuni preti, corrotti, sapessero celebrare "a Messa Nera d'Amore" o la "Messa dei Morti sul Vivo", il legamento definitivo e più pericoloso.
Scioglimento e Difesa: "Spaccari u Ligamentu"
La credenza nel legamento generava anche un mercato della difesa e della liberazione.
"A Contrafattura": Un rituale speculare per sciogliere il nodo. Spesso richiedeva di trovare l'oggetto nascosto (il pupo, il nodo) e disfarlo con rituali inversi (scioglierlo in acqua corrente, bruciarlo con erbe purificatrici come ruta e finocchio selvatico).
"U Cunsigliu" più comune: Recarsi da un santuario e pregare un santo "scioglitore". Il più famoso in Sicilia è San Ciro, medico e taumaturgo, invocato per "guarire" dal mal d'amore e dai malefici.
Conclusione per l'Articolo: Magia come Linguaggio del Bisogno
Le pratiche di legamento siciliane non parlano di magia in astratto, ma della concretizzazione della disperazione e del desiderio. In una società con codici d'onore rigidissimi, dove il rifiuto amoroso poteve essere una vergogna sociale, "ammagghiari u core" era un tentativo di ripristinare un ordine emotivo percepito come violato.





